Di Redazione (del 12/07/2024 @ 16:57:41, in Necrologi, linkato 2826 volte)

Oggi non è più fra noi (ma sempre con noi) Martino Paolì, la sua forza fisica e viepiù d'animo, la sua amabilità, il suo buon cuore verso tutti.


Mentre attoniti c'interroghiamo ancora su cosa stia succedendo dentro e fuori il nostro essere, ci stringiamo intorno ai suoi cari e alla comunità di Noha esprimendo i sensi del nostro cordoglio.

 

Noha.it

 

 
 
"Ricordo bene i tempi del Covid, la quarantena, la quiete che generava apatia. Non potevo perdermi d’animo e così iniziai a comporre versi dedicandoli alla più alta forma di irrazionalità: l’Amore. Con questa raccolta, iniziata nel 2021, mi sono reso disponibile alla voce che esorta alla 𝒑𝒐𝒆𝒔𝒊𝒂 per esprimere un linguaggio che attrae e che destabilizza al punto da rimettere in discussione l’agire. Sappiamo bene che tra tutti i sentimenti, l’amore è forse quello più difficile da comprendere o definire, talvolta ci provano i poeti a dare un giusto carattere e una forma peculiare; lo fanno da anni con i loro componimenti, proiettando al mondo ciò che sentono in un simile legame di anime e corpi che fluttuano l’uno nella mente dell’altro.
Oggi questo lungo viaggio è portato a compimento con la 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 “𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐞”, 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 edito da Susil Edizioni.
Grazie alla Prof.ssa Giovanna Corrao per averne curato la Prefazione.
 
È 𝗴𝗶à 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗶𝘁𝗼:
Prestissimo lo troverete su 𝐀𝐦𝐚𝐳𝐨𝐧, 𝐈𝐛𝐬, 𝐋𝐚 𝐅𝐞𝐥𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢, 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨, 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐝𝐨𝐫𝐢 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐔𝐛𝐢𝐤 𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞. "
 

Informazioni sull'autore

 

Si è tenuta nella giornata di martedì 9 luglio la Conferenza dei Servizi per discutere della proposta di Entosal di creare a Santa Barbara un impianto di recupero di rifiuti. Ero presente, nel mio duplice ruolo di consigliera di minoranza del comune di Galatina e consigliere di maggioranza della provincia di Lecce, ma soprattutto in qualità di difensore del territorio che mi onoro di rappresentare. A questo proposito, non ho potuto fare a meno di notare la mancanza della parte politica corrispondente all’amministrazione comunale di Galatina. Né il sindaco, né nessuno dei consiglieri o assessori in carica ha evidentemente ritenuto di dover presenziare a una riunione così importante e prendere posizione politica preferendo le passerelle a favore di telecamera. In più, è possibile che nessuno dei politici degli altri comuni presenti alla manifestazione di Santa Barbara abbia ritenuto di dover esserci per prendere posizione? O, dal momento che si doveva mettere a verbale, hanno avuto paura di esporsi ufficialmente?

Insomma, siamo alle solite, a parole dicono di impegnarsi per difendere il nostro territorio, ma quando possono farlo con i fatti sono assenti. È giusto che la cittadinanza lo sappia e inizi a scoprire le loro bugie e il loro modo di fare politica.

Segnalo, inoltre, che in occasione della Conferenza ho contestato a Entosal, che ha affermato di aver incontrato l’intera giunta della passata e della presente amministrazione, le loro dichiarazioni, definendole false. Forse, non si aspettavano la mia presenza e il mio coinvolgimento con la passata amministrazione.

Invito, nel mio spirito di collaborazione, l’amministrazione comunale a fare quanto prima la variante per passarla in consiglio, in modo che emergano i presupposti perché l’impianto non si faccia.

 

Loredana Tundo

Consigliera comunale e consigliera provinciale CON

 

Di Redazione (del 11/07/2024 @ 08:05:59, in Lettere al direttore, linkato 450 volte)

Gentile direttore,

Le scrivo per sottoporle una riflessione che in fondo è anche una domanda e mi auguro che lei possa darmi una risposta. Per correttezza, le dico che questa domanda la faccio a diversi direttori di giornali on line galatinesi, magari più siamo meglio proviamo a capire.

Galatina è su Canale 5, con l'ospitata all'artista Angelina Mango e questo splendido momento viene sporcato dal sindaco con un post di dubbio gusto che chiama in causa la precedente amministrazione, che mi onoro di aver sostenuto nei modi che sono pubblici, definendola il partito dei musi lunghi e con termini duri tipo “Non ce la potete proprio fare a capire”.

Ora la mia domanda non è se il muso della passata amministrazione fosse o meno lungo, quello è opinabile. La mia domanda è perché? Perché nel momento di massimo splendore il sindaco non trova il tempo di godere e attacca quella che oggi è minoranza? Ci sono delle crepe interne che deve ricompattare chiamando in causa un nemico comune? Soffre il confronto con un'amministrazione che ha gestito egregiamente Galatina facendola, con due anni di COVID di mezzo, numeri della Corte dei Conti alla mano, uscire da una situazione di pre-dissesto e nonostante ciò ha trovato le forze per ottenere a costo zero 37 passaggi su reti nazionali? Insomma perché?

 

Di Marcello D'Acquarica (del 09/07/2024 @ 08:30:09, in Comunicato Stampa, linkato 259 volte)

Muttura, frutto dell’originale drammaturgia di Walter Prete e rappresentata dalla compagnia Alibi, artisti liberi e indipendenti, è lo spettacolo promosso da Levèra venerdì 5 luglio scorso presso i Giardini Madonna delle Grazie di Noha.

Il tema? Tutto quel che ruota intorno ai rifiuti (che paradossalmente sembrano la parte più pulita dell’insieme).

Chissà perché nell’introdurre il mio pensiero, un attimo prima della tragicommedia a me è venuta in mente Leonia: che, come noto, è una delle città che Italo Calvino immagina descritta da Marco Polo a Kublai Khan ne Le città invisibili” (1972). L’autore, riguardo alla città di Leonia, ricorda la situazione di molte metropoli moderne. A Leonia, infatti, i cittadini consumano cibi e oggetti in quantità industriali rinnovando ogni giorno abiti, soprammobili, arredamenti, costruendo case inutili e producendo una montagna di rifiuti accatastati alla periferia della città che nessuno sa dove smaltire.

Ho letto queste parole e sono subito diventate per me pietre pesanti sulla coscienza. Quando i nostri ragazzi vanno via da questa terra per svariate ragioni (lavoro, studio, o altro), portano con sé un certo ricordo, ed è cosa naturale. Se quel ricordo è intriso di bellezza, e cioè di arte, di storia millenaria, di giardini e di vita e aria sana, i nostri figli saranno orgogliosi di appartenere a questa terra, e quindi è molto probabile che sentiranno il bisogno di ritornare. E così facendo restituiranno la bellezza ricevuta, e il miracolo certamente continuerà.

Ma se il ricordo che i nostri ragazzi portano con sé è quello di una terra bruciata, di una città/cemento, senza alberi, con l'aria che puzza di plastiche bruciate e uova marce e per giunta con la vocazione del commercio di rifiuti che prevarica vocazioni, diciamo così, meno inquinanti, quei nostri figli probabilmente non sentiranno il desiderio di tornare e con loro perderemo anche la speranza della futura bellezza.
Ora però qui non si tratta più di difendere solo la bellezza, bensì qualcosa di molto più importante: la salute. È scientificamente accertato che la questione ambientale è connessa direttamente all’inquinamento. E i protagonisti più attivi sono proprio i rifiuti.  Certo, è un problema che riguarda tutto il mondo, ma un conto è avere a che fare con il poco e un altro con il troppo.

Bene, vi do un paio di notizie.

La prima risale a qualche settimana addietro. Attraverso la stampa, il Presidente della Regione Puglia ha dichiarato che, essendoci molti comuni, fra cui Foggia, Taranto e Bari, in ritardo nella raccolta differenziata, e siccome i fondi sono sempre più scarsi, s’è pensato di risolvere il problema (parliamo di milioni di tonnellate di rifiuti) incenerendoli nei cementifici. Non entro nel merito del “a chi conviene” e della inadeguatezza di un cementificio rispetto ad un inceneritore, sono ambedue pericolosissimi in quanto generano rifiuti speciali per cui occorrono discariche speciali, con conseguente spargimento di inquinanti speciali e ingestibili che nessun filtro è in grado di trattenere, se non i nostri polmoni. Diciamo che con i rifiuti nel cementificio galatinese, forse questo territorio ha già dato. E chiudo qui l’argomento.(https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1484859/emiliano-agli-stati-generali-dei-rifiuti-in-puglia-molte-innovazioni-in-arrivo)

La seconda  notizia è che non passa giorno che, grazie ai nostri amici del Coordinamento Civico Ambiente e Salute, Isde e di tante altre associazioni locali, accedendo agli atti pubblicati sull’albo pretorio della Provincia, non saltino fuori nuove società (e anche qui non entro nel merito del chi e del come e del perché proprio qui da noi) società, dicevo, che chiedono di voler realizzare impianti nella provincia di Lecce per il trattamento di rifiuti, o altre società già esistenti che chiedono di voler raddoppiare le rispettive quantità di rifiuti da trattare tra i più disparati: dall’organico al sanitario, dagli inerti agli speciali, dai pericolosi ai cosiddetti non pericolosi, dai tossici al piombo, all’amianto, ai fanghi e ai rifiuti per  incenerimento. Roba che è già un rischio tenerla accatastata nei recinti all’aperto degli opifici, in balia dei venti.

Da Surbo in giù fino a Presicce o giù di lì, passando per Maglie e Gallipoli, abbiamo contato una quarantina circa di impianti. Conteggiando le tonnellate, quelle riportate sui documenti ovviamente, siamo all’incirca a quota tre milioni di t/a (tonnellate annue).

Solo nel comprensorio di Galatina, che si estende fino ai confini di Soleto, Sogliano e Galatone, abbiamo contato una quindicina di aziende dl settore, e siamo a circa un terzo del totale. Vale a dire un milione di t/a. Ovviamente sono dati cartacei, e non completi, e quindi molto indicativi, ma già così terribili. Tutto ciò va ben oltre la drammatica “leggerezza del PUG” galatinese. (https://www.ilsedile.it/galatina-i-cittadini-dovranno-pagare-260-000-euro-in-piu-per-la-tari-il-consiglio-comunale-ha-adeguato-il-piano-tariffario/).

 

Grazie alla sinergia tra l’A.S.D. “Virtus Basket Galatina” e l’Associazione #ballaperme e con l'aiuto indispensabile di alcuni amici sponsor, anche questa estate, il Rione Italia, ha avuto la sua Notte bianca dei Bambini.

Grandissima è stata l’affluenza di pubblico e, soprattutto, di bambini, per quella che è ormai l’8^ Ed.ne de “La notte bianca dei Bambini – Rione Italia in festa” svoltasi il 05 luglio 2024.

L'attesissimo evento è stato un vero successo con spettacoli di giocoleria, artisti di strada, animazione di strada, spettacolo circense e spettacolo di magia che hanno fatto di ogni bambino il protagonista assoluto della grande festa notturna.

Come per incanto l'intera piazzetta “G. Fedele” si è trasformata in uno spazio a misura di bambino; un’intera serata dedicata ai più piccoli e alle famiglie ha trasformato il Rione Italia in un immenso parco divertimenti con tante attrazioni che hanno soddisfatto ogni gusto ed immaginazione.

Come ben sapete ogni nostra iniziativa è dedicata ad una Associazione di volontariato che opera principalmente nel nostro territorio. In occasione di questa edizione la nostra attenzione è stata rivolta all’ODV “Volontari per l’oncoematologia pediatrica” alla quale abbiamo tributato un piccolo, ma simbolico riconoscimento; premio ritirato da Marilena Olimpio e Giorgio Adamo, rispettivamente Presidente e vice-Presidente del Sodalizio.

 

Lo spettacolo completamente gratuito e aperto a tutti è organizzato da Arci Levèra con il patrocinio del Comune di Galatina.

Dopo la collaborazione con la Scatola di Latta ed il Collettivo 9 e ¾, il circolo Arci Levèra va nuovamente incontro alla comunità, uscendo dalla sua sede e organizzando il prossimo 5 luglio alle ore 21.00, in Piazza Giardini Madonna delle Grazie a Noha, la messa in scena dello spettacolo teatrale “Muttura” della compagnia “Alibi Teatro”.

La manifestazione, realizzata con il patrocinio del Comune di Galatina, vede la collaborazione di Levèra con Arci Puglia ed i circoli territoriali di Arci Brindisi e Lecce e sarà completamente gratuita ed aperta a tutti.

L’evento rientra della tappa nohana del SOCIAL CAMP 2024 “Ti racconto l'antimafia”: 15 giovani soci Arci provenienti da tutta ltalia visiteranno i beni confiscati nelle province di Brindisi e Lecce, incontreranno parenti delle vittime di mafia e i rappresentanti delle Istituzioni che quotidianamente si occupano di antimafia su diversi livelli. I partecipanti, inoltre, verranno coinvolti in un percorso partecipativo laboratoriale per apprendere le tecniche per raccontare come si può fare antimafia sociale e generare, dal basso, momenti di riflessione e cambiamento sociale.

Nella tappa del 5 luglio 2024, dopo aver visitato Porto Selvaggio ed i luoghi di Renata Fonte, essere passati dai terreni coltivati da Karadrà ad Aradeo, i 15 partecipanti saranno ospitati dal circolo Levèra di Noha a Galatina, per visitare e conoscere la storia del bene confiscato alla mafia, oramai da anni simbolo di riscatto sociale attraverso iniziative di coinvolgimento e promozione culturale che hanno nel principio della restituzione del bene alla collettività il loro faro.

Il programma della visita prevede, inoltre, una dimostrazione di capoeira presso la sede di Levéra Arci  a partire dalle ore 19.00,  a cura del gruppo Capoeira Levèra e Lecce guidato da Monitora Monitora Superiore Idalina (Chiara Pagliara)

 

Il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva ha provveduto oggi ad assegnare le deleghe ai consiglieri provinciali eletti nella consultazione elettorale del 19 aprile scorso. Ha riposto nelle mie mani le deleghe al Bilancio, alla Programmazione Economica, alle Politiche di Sviluppo di Area Vasta, al Personale, Alle Pari Opportunità e ai Rapporti con le Associazioni. Sono molto emozionata e onorata al tempo stesso dell’importanza dell’incarico che assicuro di svolgere al migliore dei modi e con il massimo dell’impegno. Sono settori importanti e fondamentali dell’Ente che seguirò con costanza e trasparenza, facendomi guidare dalle idee di efficienza, di onestà e di difesa e sostegno del territorio. Sono, e lo ribadisco ancora una volta, a disposizione del territorio provinciale e di Galatina, per garantire sviluppo e crescita.

 

Di Antonio Mellone (del 03/07/2024 @ 20:11:58, in Fetta di Mellone, linkato 540 volte)

Michele Scalese è un ragazzo nohano, vabbè un neo-trentenne, molto coraggioso. E non tanto per certe sue plateali dichiarazioni che avrebbe potuto tranquillamente tenere per sé ma che invece ha ritenuto opportuno rendere pubbliche (si chiama maieutica ed è un’arte), dichiarazioni oltretutto rivoluzionarie entrate ormai nelle pagine più belle della Storia di Noha, sicché finalmente questa frazione di mondo non è più da considerarsi un Jurassic Park; e nemmeno per la denuncia del vile episodio di qualche settimana fa compiuto ai danni della sede del Partito (di cui Michele è segretario politico) da parte del balordo di turno affetto evidentemente da omofobia con numerosi sintomi di ergofobia e l’aggravante dell’epistemofobia, dico di turbe psichiatrico-compulsive che, a richiesta, il nostro Michele potrebbe curare benissimo in una manciata di sedute (visto il suo lavoro di psicologo e psicoterapeuta); coraggioso, dunque, non solo per quanto precede, ma perché gli è venuto il ghiribizzo di invitare il sottoscritto a un convegno organizzato nella storica sezione downtown-Noha dei democratici sul tema dell’AutoTomia Differenziata (scusate, ma non riesco proprio a sostituire la seconda t con la n, ché “autotomia”, vale a dire la capacità di alcuni animali di auto-mutilarsi, rende meglio l’idea alla base di codesta iattura chiamata legge, approvata con atti di bullismo politico in piena notte dalla maggioranza legaiol-destronza in vena di scambio di favori: “Tu approvi  l’Autotomia a me, io poi ratifico il Premierato a te e insieme distruggiamo quel che resta della magistratura”).

Dicevo del coraggio di Michele di convocare perfino me, così inviso a quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale e a buona parte dei gruppi extraparlamentari, per aver servito loro nel corso del tempo più di un piatto di penna all’arrabbiata, con spruzzata di inchiostro niente affatto simpatico. E fosse soltanto questo: è che, mannaggia, nel corso della mia “carriera” ho portato avanti un sacco di battaglie afferenti la Pòlis - perdendole (quasi) tutte. Sì certo ho stravinto quelle in tribunale, ma non si tratta di battaglie, bensì di corsi di recupero in diritto e buona creanza impartiti a qualche caricatura della politica locale in commercio d’amorosi sensi con le intimidazioni a mezzo querele penose più che penali.

Devo dirla tutta: Michele non ha coinvolto soltanto me, ma anche un bel po’ di belle persone con storie, sensibilità ed estrazioni le più disparate, costituite in Unità Differenziata, pronte a dialogare sull’argomento di cui sopra.

Sarebbe bello che la novella agorà si aprisse ad altre questioni di impellente attualità come la pace (ancor oggi lemma-tabù in certi ambientini), l’escalation militare verso la guerra nucleare, i genocidi ai danni di popolazioni inermi con il silenzio assenso delle “democrazie” occidentali, la libertà condizionata di stampa, la nostra terra ridotta a un hub di rifiuti, cemento, veleni, campi di fotovoltaico e pale eoliche, e, ultimo ma non meno importante, i diritti civili da non slegare mai dai sociali. Dibattiti per molti, s’intende, non per tutti: i camerati nostalgici di saluti romani, per esempio, quelli degli inni e canti sciolti al loro duce con tanto di urlo finale “Presente!”, o peggio mi sento “Sieg Heil!”, potrebbero non esserne punto interessati, attesa la prematura scomparsa dal monitor di ogni segnale di relativa attività cerebrale.

Non so da chi abbia preso Michele, magari da nonna Saia (quando parla di lei mi fa piangere), perché lu vagnone oltre che coraggioso è anche capace di sopportazione e ascolto: una volta per istrada, eravamo in via Trisciolo, gli attaccai un bottone di dieci interminabili minuti sul concetto di lotta orizzontale tra servi, precari, sfruttati, vinti, ultimi e penultimi (in sintesi plastica i capponi di Renzo Tramaglino), che purtroppo in quest’era post-ideologica sembra aver preso il posto dell’antica lotta verticale, quella contro l’oppressore, il neoliberismo illiberale, le angherie più insostenibili, il mercato deregolamentato, l’ingiustizia promossa a sistema, e i padroni del pensiero: “Non esistono poteri buoni”, chiosai, citando De André. Mi rispose con un “grazie”, e non fu per svignarsela.

Chiudo qua. Non vorrei che, dopo aver letto queste righe, Michele Scalese mi convocasse per cantarmene quattro: ché il ragazzo, per chi ancora non lo sapesse, è anche un ottimo tenore, oltre che un eccellente organista.

Che invidia.

Antonio Mellone

 

 

 


Canto notturno di un pastore ...

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