Di Antonio Mellone (del 21/02/2018 @ 00:00:00, in don Donato Mellone, linkato 6 volte)

Tre anni fa, come oggi, don Donato si congedava da questa vita quando mancava qualche mese al compimento del suo novantesimo genetliaco.

Non voglio mancare all’ormai tradizionale appuntamento nel proporvi, per l’occasione, qualche ricordo, l’immancabile aneddoto (vero), e dunque qualche flash su stile e taglio della sua personalità.

Orbene, trovandoci ora nel bel mezzo dell’ennesima campagna elettorale, mi sembra d’uopo trattare il tema dei rapporti tra l’antico parroco di Noha e la cosiddetta politica.

E qui non posso tacere un dato incontrovertibile: e cioè il fatto che nel corso degli anni cinquanta, sessanta e anche settanta del secolo scorso (e, a pensarci bene, anche degli anni ottanta e novanta) il nemico politico numero uno da battere era il Comunismo. Alla Falce e Martello bisognava contrapporre la Croce. Possibilmente quella della Democrazia Cristiana (il cui slogan era appunto: Metti croce su croce).

Nei paesi rurali del Salento la voce del parroco era la più ascoltata. L’arciprete era il consigliere, l’informatore, il tramite attraverso il quale passava tutto quanto vi fosse di “cose buone e giuste” da far sapere ai fedeli.

Tuttavia, i politici, specialmente di centro e di destra, che prima delle votazioni facevano anticamera in sagrestia nella speranza di ottenere l’appoggio del curato di Noha, spesso andavano via a mani vuote. E questo non tanto perché il prevosto nohano fosse di sinistra (figurarsi), ma perché don Donato, discreto com’era e soprattutto rispettoso del libero pensiero di tutti, fu sempre consapevole del fatto che il parroco dovesse fare solo il parroco, senza deformazioni o straripamenti nelle beghe partitocratiche o nei fatti dello Stato.

Oltretutto non era nelle sue corde fare comizi o arringhe o réclame per questo o quel candidato. Le sue omelie e i suoi discorsi [di cui esattamente dieci anni fa, all’insaputa dell’autore, curai una raccolta in una credo bella edizione, ndr.] avevano l’andatura di una catechesi, spesso arricchita da aneddotica o da esempi tratti dall’agiografia (il tutto esposto in maniera semplice, senza voli pindarici o elucubrazioni metafisiche).

Insomma voglio dire che la sua fisionomia di parroco non è mai stata deformata in quella del politicante (e men che meno in quella del faccendiere o dell’impresario rampante). Senza dubbio, i suoi più alti interventi politici furono la prudenza, la riservatezza, la sua capacità di ascoltare e soprattutto quella di tacere.

Detto questo non posso non ricordare qui, per mia testimonianza diretta, un fatto legato ad una delle storiche (riuscitissime) Feste dell’Unità nohane, sponsorizzate dall’omonimo giornale (prima che venisse definitivamente affossato da una manica di Diversamente Compagni, purtroppo nostri contemporanei, disintegratori del partito, della memoria di Antonio Gramsci, dello stato sociale e della stessa Costituzione).

Ebbene, nel corso dei primissimi anni ’80, nella domenica mattina di una di queste feste popolari, una delegazione composta da due compagni della sezione “Giuseppe di Vittorio” di Noha si presenta in sagrestia a chiedere al parroco una cosa inaudita.

Premetto che un tempo il fastigio della facciata della chiesa madre di Noha, quello che contiene lo stemma delle tre torri scolpite in pietra leccese, era illuminato per tutto il suo enorme perimetro triangolare da una serie di lampadine splendenti che davano luce non solo al prospetto del tempio ma anche a tutta l’antistante piazza.

I comunisti al cospetto del parroco, con fare titubante, biascicando quasi, dissero più o meno queste parole: “Lo sappiamo don Donato che forse stiamo per chiederti una cosa strana, insolita… non ci prendere per pazzi. Ecco… vorremmo chiederti…se fosse possibile…per la nostra festa di questa sera…che tu ci accendessi le luci della facciata della chiesa, ché noi non abbiamo troppa illuminazione”.

E don Donato, mentre uno dei due stava ancora parlando, senza esitazione disse subito: “E questo è tutto? Le accendo le luci, le accendo: non vi preoccupate. Se è festa, è festa per tutti”.

Insomma, con una battuta don Donato faceva comprendere che a Noha Peppone e don Camillo erano soltanto personaggi di un film liberamente tratto dalle pagine del Guareschi.  E che il concetto di Unità, in loco, poteva assumere significati, come dire, ben più ecumenici.

Alle cronache non risultano, infatti, sgambetti, cicalecci, mormorazioni da retro-sagrestia, o topiche antipatie di sorta da parte di quei “Bravi cristiani dei comunisti” (come qualche volta ho sentito dire al compianto Don).   

E’ inutile ricordare che la sezione del Partico Comunista di Noha era la prima casa a un passo dalla chiesa madre a esser benedetta allorché don Donato durante il periodo pasquale usava benedire le abitazioni dei nohani. I comunisti, che lo attendevano seduti sulla porta della loro Casa del Popolo, al suo arrivo si alzavano in piedi, si toglievano il cappello o la coppola, ma non pregavano (o cercavano di far intendere che non pregassero) quando il sacerdote con l’aspersorio dava l’acqua santa a quei locali per santificarli.

Altri tempi, altri preti, altri comunisti.

Antonio Mellone

 

 
 

In questa puntata, P. Francesco D’Acquarica ci racconta di un periodo difficile della chiesa universale e di riflesso anche particolare (quella di Nardò e dunque anche di Noha). Siamo nel pieno della decadenza dei costumi e della corruzione di papi e curie, il che, insieme ad altre concause, diede vita alla Riforma Protestante. Qui – con le dovute eccezioni - si parla di sbandamento, di ignoranza, di molti vizi e poche virtù. Ma la redenzione e la salvezza non possono non avere inizio che dai “mea culpa”.

La Redazione

 

Tempi difficili per la Diocesi di Nardò 

E’ necessario parlare anche di un periodo poco felice della storia della diocesi di Nardò, ma che è comune un po’ a tutta la Chiesa di quel tempo. E’ il periodo che segue il pontificato di Alessandro VI, papa dal 1942 al 1503, fino al Concilio di Trento.        

            Dal 1517, quando morì il De Caris, fino al 1569 i Pontefici furono:

            Leone X (1475-1521)                                 Papa dal 1513 al 1521

            Adriano VI (1459-1523)                          Papa dal 1522 al 1523

            Clemente VII (1478-1534)                      Papa dal 1523 al 1534

 

         Riforma e Controriforma (1534-1655)

            Paolo III (1468-1549)                             Papa dal 1534 al 1549,

                                                                           che diede inizio al Concilio di  Trento

            Giulio III (1487-1555)                             Papa dal 1550 al 1555

            Marcello II (1501-1555)                         Papa nel 1555

            Paolo IV (1476-1559)                            Papa dal 1555 al 1559

            Pio IV (1499-1565)                                Papa dal 1559 al 1565

 

 

Elenco dei Vescovi di Nardò in questo periodo

 

Luigi d’Aragona (1474-1519)        dal 17 giugno 1517 al 21 gennaio 1519 (amminist. Apost.)

Marco Cornaro (1476-1524)         dal 24 gennaio 1519 al  20 febbraio 1521 (amm. Apost.)

Giacomo Antonio Acquaviva       dal 20 febbraio 1521 al 1531 

(1490 ? - 1568)                                (vescovo eletto e mai consacrato)

 

Di Redazione (del 20/02/2018 @ 13:43:48, in Comunicato Stampa, linkato 29 volte)

Lo squarcio di sereno continua a rimanere aperto in casa Olimpia SBV che porta a tre le vittorie consecutive, agganciando sul fondo la Materdomini Castellana a cui lascia l’ultimo posto.

A farne le spese , con un punteggio secco che stava clamorosamente  maturando nel quarto parziale, è stata la SNAV FOLGORE MASSA che sotto per due set a zero è riuscita a portare i padroni di casa al tiebreak. Nel quinto set la paura di vincere dei ragazzi di mister Stomeo , dopo aver condotto in testa per 10-6, 14-7 ,unitamente a qualche scelta forzata di Muccione (buona la sua prestazione), stavano per vanificare quanto fino a quel momento si era costruito.

Infatti sul punteggio di 14-7, con ben sette palle macht a disposizione , gli attacchi dei padroni di casa sono diventati prevedibili e di facile lettura di uno stratosferico Cuccaro(17 punti). Poi  uno Scialò meno sprecone e un attentissimo Deserio con ottime murate portavano il punteggio sul 13-14,   facendo tremare i polsi un po’ a tutti.

 

Di Redazione (del 20/02/2018 @ 13:41:59, in Comunicato Stampa, linkato 29 volte)

Si rinnova la collaborazione tra la Showy Boys e l’Istituto Comprensivo "Polo 1" di Galatina. Anche per l’anno scolastico 2017/18, gli alunni della scuola primaria potranno partecipare al progetto di “Avviamento allo Sport” organizzato dal club bianco-verde.

Così come accaduto negli anni precedenti, allo scopo di avvicinare i bambini allo sport e alla pallavolo, le classi del Polo 1 saranno impegnate in un ciclo di lezioni con una ricca e mirata proposta di giochi ed esercizi. Agli alunni sarà offerto un programma di lavoro con le tecniche base attraverso una attenta progressione didattica, primi accenni di costruzione di gioco di squadra, collaborazione e interazione tra i partecipanti.

Come spiega il tecnico federale Orazio Codazzo, che in seno alla Showy Boys riveste il ruolo di responsabile del settore minivolley e dei progetti scolastici, “promuovere nella scuola primaria la pallavolo, sport di alta efficienza psico-fisica, di forte impatto relazionale e pedagogico, ha il merito di fare nascere nel più giovane l’interesse per lo sviluppo motorio e di apprezzare uno sport che esalta la coralità del gruppo e le individualità, stimolare il sano agonismo e il rispetto delle regole”.

 

Di Redazione (del 19/02/2018 @ 13:43:17, in Comunicato Stampa, linkato 105 volte)

Il premio Presìdi del libro 2018, intitolato quest'anno ad Alessandro Leogrande, fa tappa presso la Biblioteca Giona, dove sarà possibile il 23 e il 24 febbraio votare il libro dell'anno e partecipare al premio "Lettore dell'anno". Il 23 febbraio 2018, alle ,ore 17.30, la biblioteca Giona ospiterà Gaetano Appeso, autore di "Mesoamerica", uno dei 42 libri candidati al concorso.

Lo scrittore  ha incuriosito e stimolato la fantasia dei nostri ragazzi e dei loro genitori attraverso il racconto delle sue avventure in giro per il mondo alla scoperta di realtà lontane e affascinanti. L'incontro con il protagonista di questi viaggi sarà un momento avvincente ed entusiasmante per quanti prenderanno parte al laboratorio delle emozioni realizzato utilizzando i materiali (raccolte fotografiche e video) messi a disposizione dall'autore per arricchire la narrazione delle sue esperienze.

 

Di Antonio Mellone (del 17/02/2018 @ 15:36:22, in NohaBlog, linkato 146 volte)

Siccome ormai per definizione ogni nuova legge elettorale è sempre peggiore della precedente - e l’ultima definita Rosatellum (pensata e votata da partiti sadomaso) non fa eccezione alla regola - è molto probabile che nessuno dei gruppi concorrenti vincerà alle prossime elezioni del 4 marzo: ergo tutti diranno di aver vinto.

E’ che le persone sono indecise davvero su chi riversare il proprio suffragio, o meglio disagio universale diretto: cioè non sanno se votare i sodali del sottoscrittore dei contratti con gli italiani siglati allo scrittoio in simil-mogano nel corso dei sempiterni programmi vespasiani, ovvero optare per i partiti decostituzionalizzati (ne esistono a bizzeffe, come i comuni denuclearizzati), vale a dire i candidati che hanno sostenuto fino all’altro giorno il Referendum (o Reverendum) per trasformare la nostra carta costituzionale in un morbido rotolone Regina (stavolta non nel senso della monarchia).

Non aspettiamoci nulla di nuovo da un elettorato che, nei secoli dei secoli fedele, seguiterà a credere agli asini vaganti nell’aere, a dar retta ai voltagabbana, a sostenere i chiacchieroni, a tifare per i barzellettieri, ad applaudire le pericolose macchiette della politica addirittura a chilometro zero. In maniera più prosaica a offrirsi a: diversamente onesti, amici degli amici, bancarottieri, legislatori ad personam, allergici alla verità, corrotti & corruttori, e novelli vandali (o vangàli) di questa terra al cui confronto Attila sarebbe un floricoltore.

Non c’è niente da fare: la gran massa dei votanti non desidera altro che d’essere trattata ancora una volta a fasci in faccia.

 

Di Antonio Mariano (del 17/02/2018 @ 15:30:54, in Fidas, linkato 170 volte)

E' proprio il caso di dire che quando tutto gira bene si raggiungano grandi traguardi.
L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno straordinario; primo perché nel mese di Luglio abbiamo superato alla grande la prima visita ispettiva dell’ASL dopo due anni dall’accreditamento della nostra sede, e poi perché abbiamo raggiunto un traguardo che non ci aspettavamo: le 490 donazioni in un solo anno.
I nostri donatori in questo sono stati dei grandi protagonisti, insuperabili, bravi, è grazie a loro che certi traguardi si raggiungono. E quando parlo di traguardi non mi riferisco al mero risultato pocanzi detto, ma mi riferisco alle centinaia di vite salvate. Questo i donatori della nostra sezione (non solo Nohani) lo hanno capito bene e rispondono ai nostri appelli ad oltranza, come una partita giocata ai calci di rigore, una volta io, una volta tu.
Questo penso che sia stato anche il motivo per cui nel 2017 siamo stati “premiati” diciamo così assegnandoci ben 12 giornate di raccolta tra cui 6 di Sabato pomeriggio e 6 di domenica mattina. “Premio” maggiorato per il 2018 con l’assegnazione di ben 14 giornate di raccolta, 5 pomeridiane e 9 di domenica mattina. A mio avviso questo ha favorito i nostri donatori che hanno più possibilità di organizzare le loro donazioni, perché se un donatore è impossibilitato una volta probabilmente sarà disponibile per la prossima. È chiaro che dal punto di vista trasfusionale, ogni raccolta deve essere produttiva per non disperdere le poche risorse che ci sono, sia quelle economiche , sia quelle umane. Possiamo dire però che la nostra sezione ha sempre garantito e registrato raccolte superiori alla media e a volte anche di gran lunga. Tiriamoci su le maniche quindi e iniziamo a darci da fare tutti insieme per un altro anno di vite da salvare, perché se un anno finisce un altro è già iniziato e come sempre è iniziato con la Festa del Donatore e di ringraziamento appunto, svolta Sabato 13 Gennaio, nella quale alla presenza di donatori e cittadini comuni, sono stati premiati ben 73donatori benemeriti, tra cui la donatrice Mariella Serafini premiata con la medaglia d’Oro, dal Presidente della Fidas Leccese Emanuele Gatto per aver effettuato 60 donazioni.

 

Di Redazione (del 17/02/2018 @ 15:23:24, in Comunicato Stampa, linkato 48 volte)

Ha preso il via per l’anno scolastico 2017/18 il progetto di “Avviamento allo sport” organizzato dalla Showy Boys in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Polo 3” di Galatina. La società bianco-verde ha stabilito una partnership con la scuola primaria basato su iniziative che contribuiscono alla diffusione della disciplina sportiva quale strumento in grado di conseguire importanti traguardi formativi.

Il progetto voluto dalla Showy Boys, riconosciuta dalla Fipav Scuola Regionale di Pallavolo e insignita del Marchio d'Argento quale certificazione di qualità per l'attività giovanile, prevede un’attività motoria e sportiva e di avvio alla pratica del minivolley tra gli studenti della Città.

“L’obiettivo è la diffusione del gioco della pallavolo come momento ludico e di aggregazione – spiega il tecnico federale Orazio Codazzo, responsabile del progetto e del settore minivolley della Showy Boys - i ragazzi possono imparare alcune nozioni tecniche ma soprattutto sviluppare quelle capacità coordinative di base che oggi sono l’elemento essenziale di ogni pratica sportiva”.

 

Il 13 Febbraio 2018 il Tribunale di Lecce ha dichiarato il fallimento della Centro Salento Ambiente nel silenzio generale e nell’indifferenza quasi totale della classe politica cittadina, in particolare della maggioranza e del Sindaco Amante.

Constatiamo con amarezza come solo in un paese come il nostro una società partecipata dal comune arrivi al fallimento, causato sopratutto dalla mala amministrazione, dagli sprechi e dal clientelismo, senza che nessuno si ponga il problema di chi siano stati i responsabili di un debito che anche stavolta graverà sulle tasche dei già pesantemente vessati cittadini galatinesi, per colpe imputabili alla cattiva politica.

Per la nostra città questo è l’ennesimo caso di fallimento non solo da un punto di vista economico ma soprattutto politico e per questo non riteniamo giusto che venga nascosta la polvere sotto il tappeto, occultando con essa anche le responsabilità di chi ci ha condotto a questo disastro.

 

 

 

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A Noha esiste lo Scjakù...

La struttura della vecchia scuola elementare di Noha è stata inaugurata e subito chiusa da:

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