mar182026
La caduta del grosso pino presso la Villetta San Francesco di fronte alla scuola "Michele Montinari" avvenuta ieri sera ha nuovamente alzato l’attenzione sullo stato di salute degli alberi del nostro territorio e sulla loro manutenzione. La causa dell’episodio avvenuto ieri è da ricercare nelle piogge incessanti di questi giorni che hanno reso il terreno instabile.
Prova ne sia il fatto che gli alberi della Villetta San Francesco, incluso l'albero caduto ieri, era stata oggetto di potatura e alleggerimento nell'ambito del progetto di riqualificazione conclusosi pochi mesi fa.
Per quanto riguarda l’impegno della nostra amministrazione per la manutenzione del patrimonio arboreo del nostro territorio stiamo portando avanti uno sforzo enorme iniziato già lo scorso anno, proseguito sino ad oggi e che continuerà nei prossimi mesi. Un impegno straordinario come non lo si era mai visto prima, reso gravoso dal fatto che abbiamo ereditato condizioni disastrose causate dal fatto che negli anni precedenti sulle potature degli alberi delle Piazze è stato fatto poco o nulla.
Per quanto riguarda i nostri interventi basti guardare a quanto fatto solo tra questo autunno e l'inverno appena trascorso. Abbiamo attivato un piano di potature massiccio che ha coperto Galatina, Noha e Collemeto.
A Galatina siamo intervenuti in Viale Carlo Alberto Dalla Chiesa, via Imperia , Corso Principe di Piemonte , Corso Armando Diaz , Corso d’Enghien , Corso Porta Luce e via Liguria. Abbiamo messo in sicurezza aree frequentate da bambini e famiglie come Piazza Carrozzini, le piazzette Lillo e Vallone, l’area verde della “Pupa”, la Villetta di via Oristano di fronte allo stadio e l'Area Baden Powell in zona 167.
Ovviamente anche le frazioni hanno ricevuto stessa attenzione: a Noha siamo intervenuti con le potature di tutti i pini di Piazza XXIV Maggio(Trozza) e con l’abbattimento di due pini pericolosi, presso i Giardini Madonna delle Grazie, in Piazza XI Settembre(di fronte al campo sportivo) dove sono stati abbattuti gli alberi secchi e un pino pericolosamente inclinato, al Cimitero ed in via Petronio vicino la scuola; a Collemeto siamo intervenuti presso l’area in via Rimini, in Piazza Madonna di Costantinopoli e in Piazza Mongiò.
La nostra priorità è sempre stata e sempre sarà la sicurezza e la pubblica incolumità.
Ricorderete tutti come l’estate scorsa dopo la caduta del pino in Piazza Alighieri durante i festeggiamenti dei Santi patroni Pietro e Paolo, abbiamo agito con un decreto di somma urgenza abbattendo 24 alberi pericolanti e potandone altri 30.
Anche nei nuovi cantieri di rigenerazione urbana stiamo intervenendo sugli alberi seguendo le perizie di agronomi qualificati ed in altri casi le previsioni progettuali: al piazzale stazione tutti i pini abbattuti in questi giorni verranno sostituiti con specie più adatte, mentre sono stati già rimossi pini pericolosi in Piazza vittime delle Foibe e al Piazzale Falcone e Borsellino, mentre sono stati rimondati tutti quelli restanti giusto qualche mese fa.
Quello che ci rammarica, ma che ormai ci sorprende molto poco, è vedere come la consigliera Loredana Tundo abbia subito colto l'occasione per fare quello che più volte abbiamo definito come "sciacallaggio politico" accusando questa amministrazione, ed il sottoscritto in particolare, di scarsa attenzione.
È un’accusa falsa e anche un po' paradossale: la consigliera sembra dimenticare che stiamo gestendo oggi le conseguenze della negligenza degli anni in cui c’era lei ed in cui si è fatto poco o nulla per le potature. Così come dimentica come la scorsa estate, quando con un ordine di servizio venne disposto l’abbattimento di due pini pericolosi per la pubblica incolumità in Piazza XXIV Maggio a Noha, proprio lei ha manifestato in più occasioni la sua contrarietà al provvedimento.
E’ chiaro a tutti ormai come le posizioni della consigliera Loredana Tundo cambino rapidamente in funzione di come possano tornarle utili ad attaccare l’operato di un’amministrazione che sta facendo il lavoro proprio ed anche quello che sarebbe dovuto essere suo.
Ancora una volta chi sa fare fà, chi non sa fare insegna.
Pierluigi Mandorino
Assessore ai Lavori Pubblici
mar182026
E’ un ritorno all’antico, quello negativo, che sta attraversando la Sbv Galatina lasciando preludere un futuro preoccupante. Sono riemersi i vecchi difetti di una squadra che naviga a vista, in preda ad isterismi collettivi e deficitaria nelle capacità fisiche per sostenere un certo livello di prestazioni.
Le ultime prove sembravano aver consolidato il ritrovato amalgama nel gruppo, soprattutto a livello comportamentale, da cui ne aveva tratto beneficio l’assetto tattico e le convincenti prove di squadra.
La conquista della finale di Coppa Puglia al tie break, in una situazione sfavorevole di due set ad uno con una reazione tutto cuore e tecnica, aveva creato un solido humus di crescita, stemperando quegli eccessi di condotta che in più di una circostanza sono stati penalizzanti nel risultato sportivo.
Nemmeno il tempo di capacitarsi del raggiunto equilibrio ed ecco la smentita materializzarsi nella trasferta di Squinzano, sponda Vis. Una prestazione incolore, infarcita da errori, compresi quelli arbitrali, che fanno perdere la bussola ad Epifani e R. De Lorentis, protestatari in eccesso tanto da meritare i cartellini rossi. La sommatoria delle penalità, ben 7 per il regista(espulso) e 4 per l’opposto, cumulative di un precedente rosso, hanno determinato la squalifica rispettivamente per due ed una gara, compromettendo l’incolore gara di Squinzano.
A voler scomodare lo storico Svetonio ecco che torna attualissima la frase Vulpis pilum mutat, non mores, ovvero "La volpe cambia il pelo, ma non il comportamento" che calza a pennello su un sestetto galatinese rissoso e disunito.
Altrettanto negativa si rivela la gara del sabato successivo, ospite il sestetto di S.Vito dei Normanni: niente di eccezionale (con profondo rispetto) la squadra brindisina come finalizzazioni, ma molto bene organizzata tatticamente e con una difesa ottimamente disposta. Il giovanissimo Andrea Preste, con Mattia Dantoni in panchina a fare da supporto, prende per mano i suoi, ma i blu celesti di casa non riescono con Pica (rientrato a mezzo servizio), Sirsi e C. De Lorentis a capitalizzare il vantaggio set di 2-1 smarrendosi anche nel tie-break e subiscono una nuova sconfitta.
mar152026

Ho chiesto a un po’ di persone di mia conoscenza cosa voteranno al referendum costituzionale. Ecco cosa mi hanno risposto.
Albino Campa (titolare di Nohaweb Sito): “No, nonostante i tuoi pezzi a tema su questo sito”. Francesco Scarcella (maestro di musica): “Do”. Monica D’Amico (artista e quindi attivista): “Te lo dico D’Amico: vota No”. Michele Scalese (segretario Pd nohano): “No, nonostante le Picierno”; Franco Mazzotta (maestro d’arte): “No, per la Pupa de Galatina”; Roberta Forte (avvocato): “Sono indecisa tra il No e il No”; Tommaso Moscara (sindacalista): “Ma che Sindacalista: di questi tempi chiamatemi Nondacalista”; Giovanni Leuzzi (professore e scrittore): “Sta giru pe’ le chiazze salentine: repùtu che vincerà il No”; Ritamaria Colazzo (prof di scuola media): “Ovvio che No. I miei alunni di seconda avrebbero saputo scriverla meglio”; Antonio Marra (cancelliere): “No, se non vogliamo cancellare la democrazia”; Paola Tripolino (La cassetta rossa centro antiviolenza): “No alla violenza di tre poli della magistratura: in pratica: Tri Poli No”; Stefania Tundo (amica dall’animo poetico): “Anche stavolta ti mando un No con il vento, e so che tu lo sentirai”; Valentina De Pascalis (maestra di danza): “Non voglio una giustizia ballerina: quindi No”; Anita Rossetti (sognatrice resistente): “Ora e sempre resistenza: No”; Lino Mariano (pensionato, attivista): “Hai presente le sillabe finali dei miei nome e cognome?”; Marcello D'Acquarica (ecologista): “No all’inceneritore della Costituzione”; Giuseppe Marco D'Acquarica (dipendente Acquedotto Pugliese): “Io non me la bevo: No, e condivido”; Un bel po’ di esponenti della maggioranza Vergine (all’unisono): “Votiamo sì perché questa riforma piaceva a due galantuomini come Gelli e Berlusconi, e perché così il governo potrà controllare la magistratura come durante il fascismo”; Loredana Tundo (commercialista, consigliera comunale d’opposizione): “Rimango coerente: No alla giunta Vergine”; Tonino Martinucci (pensionato): “None”; Rita Luceri (mia prof di francese): “Je vote Non au référendum”; Flora 2000 (fiorista e agenzia di pompe funebri): “Pe’ l’arma de li morti: No”; Fausto Romano (attore, regista e scrittore dalla schiena dritta): “Signornò”; Carlo Martignano (verde, ambientalista):
mar142026
Non voglio dire che certa mancanza di senso civico dipenda da ciò che sto per dire, ma sono quasi certo che sia una concausa.
Dire che la storia di Galatina sia la stessa per Noha, fino a tentare in continuazione di far scomparire il nome, è un falso storico e morale. Sono due comunità che hanno vissuto storie differenti. A volte più vicine tra loro, a volte lontane. Per capirlo bisogna averne studiato quantomeno le pagine principali delle relative storie. L’ignoranza divide come le mura, non c'è niente da fare. Così come non c’è niente di male nell'insegnare ai propri figli a dire con orgoglio: "Sono di Noha", o di Collemeto o di Santa Barbara o di qualsivoglia altro luogo a cui ci si sente di appartenere. È risaputo dai più che le differenze creano valore, lo può capire anche un bambino e, soprattutto in questo caso, il galatinese contemporaneo. L'opposto, il “tutti uguali”, fuori e dentro, è invece un pericolosissimo appiattimento neuronico cronico. La recente storia d’Italia insegna.
Saper riconoscere e valorizzare le differenze è essenziale per costruire relazioni più profonde e, a proposito di inclusività, per promuovere un ambiente inclusivo. Le differenze sono una opportunità per generare innovazione, e contribuire così al benessere collettivo, di tutti.
Disconoscere la storia di un luogo e quindi di una comunità, è un atto di presunzione.
Se non conosci non ami, come fai altrimenti ad avere rispetto per te stesso e per il prossimo?
Se non ami non curi, anzi, distruggi.
Voler far finta che Noha non esista e venga fusa come una banalissima periferia, non crea certo occasioni di cultura, quella sostanziale per intenderci, concepita anche come mezzo di elevazione sociale. A proposito di finzione, mi sovviene una frase di Giacomo Leopardi in una sua opera, “Pensieri Moralisti greci”, scritti tra il 1824 e il 1932:
"Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono"
Senza la storia si è senza memoria, e quindi senza identità. È a rischio il futuro della bellezza.
mar142026

Fidas Noha, quarant'anni di record assoluti
mar142026
Nella mattinata di domenica 15 marzo, dalle 09.00 alle 13.30, la “VIRTUS BASKET GALATINA” allestirà un gazebo per la vendita deI PASQUALOTTO a favore del progetto Bimbulanza.
L’evento, per grandi e piccini, si svolgerà in Piazza Alighieri a Galatina.
La Bimbulanza è la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.
Il progetto, fortemente voluto e realizzato da Don Gianni Mattia e dalla sua Associazione “Cuore e mani aperte – OdV”, nasce con l'intento di alleggerire il tragitto dei piccoli ospiti che in caso di necessità potranno essere trasportati nei vari spostamenti clinici tra diversi ospedali.
La vera novità, che rende speciale questa iniziativa ed il progetto tutto, sempre in debito di fondi per la sua sopravvivenza, è la presenza sulla Bimbulanza di un volontario clown che tra sorrisi, giochi e colori, allieta la permanenza sul mezzo dei piccoli passeggeri.
mar132026

Come non riproporre una coinvolgente e ritmata serata popolare?!? Tutti a ballare la pizzica con il violino di Luigi Marra, la fisarmonica di Ernesto Seclí e la bellissima voce di Daniela Damiani (e tamburello)!
Grande musica dalle mani sapienti di tre degli artisti più bravi del Salento.
Venerdí 13 Marzo ore 21.00
Vi aspettiamo!!!
mar122026

Il secondo incontro del Corso di Formazione Civica promosso da Galatina al Centro prevede un’accattivante Tavola Rotonda sulle Autonomie Locali. Giovedì 12 marzo alle 18.30 presso la sala “Celestino Contaldo” si discuterà dell’importanza che la nostra Costituzione ha voluto riservare alle Autonomie Locali prevedendo espressamente che “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. E’ poi noto che con rifermento ai Comuni, alle Province e alle Aree metropolitane il dettato costituzionale è stato attuato con molto ritardo rispetto alle Regioni: infatti mentre queste ultime sono state rese operative negli anni 70; i Comuni, le Province e le Aree Metropolitane per la riforma hanno dovuto attendere gli anni 90.La problematica della tardiva riforma e soprattutto i grandi risultati assicurati dalla nuova normativa e dai Sindaci alle comunità di Lecce, dal 1998 al 2007,e di Mesagne, dal 2019 al 2025, saranno oggetto di approfondimento per capire in che misura ha inciso la normativa voluta dalla Costituzione anche con riferimento ad una gestione partecipata dai cittadini. Saranno i Sindaci dell’epoca, Adriana Poli-Bortone e Toni Matarrelli, a discutere. Il dibattito non trascurerà le criticità che inevitabilmente la riforma delle Autonomie locali ha comportato. In questo contesto quale ruolo hanno avuto le Province? Sono veramente, come sono state definite, “inutili carrozzoni”? La legge Delrio, che ha trasformato le province in enti di secondo livello-in quanto non v’è più l’elezione diretta- dopo più di un decennio come si valuta?
mar102026

Presentazione del nuovo libro "DARE VITA" di don Francesco Coluccia presso la Sala Lettura in via Liguria, 73 a Galatina.
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