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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 09/04/2017

Di Antonio Mellone (pubblicato @ 20:50:53 in NohaBlog, linkato 776 volte)

Giorno dopo giorno, la campagna elettorale galatinese sta acquisendo una verve così intensa e una vivacità così bisbetica e brillante che, al confronto, un obitorio sarebbe il palcoscenico di Zelig.

I cosiddetti politici nonché i loro addetti alle pompe funebri, cioè i giornalisti con le virgolette al seguito, ce la stanno mettendo tutta per trovare il giusto significato del lemma “urna”.

Non che i galatinesi siano da meno stravaccati come sono sui loro divani ergonomici, naturale prolungamento del loro “pensiero politico” che fa così pendant con la protesi indissolubilmente applicata al segmento terminale dei loro arti superiori, vale a dire il telecomando di Sky tv e dintorni.

E’ capitato pure che qualche candidato, esponente cioè dell’elettorato passivo (in tutti i sensi), nei suoi giri di questua door-to-door, abbia osato avvicinarmi chiedendomi addirittura un voto per sé, e ritrovandosi invece, il concorrente, con un bel sette in condotta, che come noto un tempo significava esami di riparazione a settembre su tutte le materie (oggi si chiama debito formativo: benché di fatto il debito realmente formatosi è quello del Comune, e chissà entro il mese di settembre di quale anno verrà riparato, anzi ripagato).

Più indulgenza invece ottiene qualche amico facente parte dell’elettorato attivo che, interrogandomi in merito a chi dare il suo suffragio universale diretto, si vede recapitare dal sottoscritto risposte un po’ meno lapidarie e granitiche del solito, anzi vieppiù articolate soprattutto in merito a chi non dare manco per isbaglio la propria preferenza.

Posto che a molti il concetto di suffragio non potrebbe essere che quello di una messa da requiem, eccovi di seguito e in estrema sintesi qualche dritta su chi non sarebbe proprio il caso di ritrovarci in mezzo ai piedi a produrre ulteriori danni.

Io non voterei mai i faccioni che appaiono su manifesti 6 x 3, tra l’altro sovente affissi in luogo indebito, inclusi gli edifici storici, e senza il pagamento della relativa tassa (questo la dice lunga sul concetto di legalità del candidato e quanto quella faccia somigli tanto alla parte posteriore e inferiore del suo tronco). Oltretutto lo spessore del pensiero di un politico è quasi sempre inversamente proporzionale ai metri quadrati occupati dai suoi poster pubblicitari (oltre che alle comparsate sul Quotidiano). Non so voi, ma io preferisco il voto di contenuto al vuoto.

Parimenti scarterei dalle mie scelte politiche anche quella pletora di personaggi che, dopo essersi più volte accoltellati alle spalle, fanno finta di tornare tutti insieme appassionatamente per governare la città, con la pantomima teatrale (tipo quella al Tartaro) della firma autografa su di un foglio in bianco (anzi su di una cambiale in bianco che poi dovremmo pagare sempre noi altri), senza alcuno straccio di programma a fronte.

Manderei a cagare, così su due piedi, tutti quegli aspiranti consiglieri comunali che non hanno detto una parola una contro il mostro del TAP, o perché ignari di tutto (il fatto che non ne sappiano nulla non è una scusante valida), o perché pensano che Galatina sia fuori dalla portata dello scempio (uno dei motti loro più frequenti è: “Tap non è cosa nostra”. Lo è, eccome, invece), o perché gli vogliono parare il sacco come un Cariddi qualsiasi.

Non sarebbe neanche d’uopo eleggere i fautori vecchi e nuovi del “sacco di Galatina”. Tra questi s’annoverano i sostenitori del mega-porco commerciale (che, sprezzanti del ridicolo, osano ancora appellare “parco”) nonché i politicanti che hanno sostanzialmente simulato una certa contrarietà al cosiddetto progetto, però poi sono rimasti incollati alla poltrona assessorile come se nulla fosse successo.

Alla stessa stregua andrebbero trattati quelli che non vedono l’ora di sterminare non so più quanti residui ettari di terreno intonso con la coglionata, anzi con il crimine dell’area mercatale. A proposito, uno dei neo-candidati, già a suo tempo assessore, proprio l’altro giorno mi fa: “Ma, sai, in quel terreno ci sono un sacco di animali. La mia ragazza, per esempio, ci abita, in quella zona”. A parte la (spero) involontaria battuta ai danni della zita, ma che palle: ma davvero non riusciamo più a godere di un superstite scampolo di terreno vicino casa nostra dove cresce ancora l’erba spontanea, e dove trova riparo qualche lucertola, scorrazzano i gechi, o ballano le tarante? Ma veramente siamo diventati d’un tratto tutti così schizzinosi, così delicati, in una parola così vavusi?

Ovviamente, non prendo nemmeno in considerazione (perché non raggiunge la soglia dell’esistenza politica) chi ha votato Sì al referendum sull’attentato alla nostra Costituzione sinistramente definito “riforma”, e a questo punto nemmeno la destra eterna travestita da sinistra. Inoltre, non toccherei manco con una canna da pesca chi più volte ha trasformato il consiglio comunale in un lupanare, con uscite così rozze, meschine e volgari che perfino una vaiassa dei più malfamati quartieri spagnoli partenopei, se vi partecipasse, ne uscirebbe disgustata.

Non voterò mica chi ha ridotto le finanze del mio comune in un colabrodo (vale a dire gli esponenti delle almeno ultime sei amministrazioni di destra e presunta sinistra che hanno occupato il Municipio di Galatina), e poi ancora terrei alla larga chi alla sua prima uscita “politica” ha promesso un suo interessamento per la costruzione di altri 36 appartamenti di edilizia popolare in nome dell’ennesima emergenza inventata: quella abitativa. Roba da chiamare subito gli infermieri del Santa Caterina Novella prima che lo chiudano definitivamente.

Sarebbe infine il caso di tener lontano il più possibile dalla cosa pubblica gli arrivisti, i faccendieri, i profittatori, i titolari di azienda in conflitto di interessi con il Comune, gli opportunisti, i navigatori sotterranei conto terzi, i riempitori di manifesti del più assoluto nulla e, ovviamente, gli intasatori di traffico del centro storico [un centro storico senza traffico è finalmente un centro storico aperto, vivo, libero, non “chiuso” come asserite voi altri, ndr.]; e poi ancora chi cambia casacca passando da destra a sinistra e viceversa come se nulla fosse (Franza o Spagna purché se magna); ma anche gli inguardabili, gli inaudibili, gli illeggibili (e quindi ineleggibili), gli intoccabili, i leccapiedi, i baciapile e i baciamadonne, i candidati dell’ultima ora su Whatsapp, e, non ultimo, i delfini (o i pesci lessi) delle sempreverdi dynasty locali.

Una croce sul nome di certi soggetti o sul simbolo del loro partito finirebbe per trasformarsi d’emblée nell’ennesima pesante croce sulle spalle di noi altri poveri cristi, personaggi e interpreti di questa via crucis più o meno vivente chiamata Galatina.

Antonio Mellone

 
Di Redazione (pubblicato @ 19:58:30 in Comunicato Stampa, linkato 242 volte)

Occorre un approccio integrato per la soluzione del problema “Chiusura Centro Storico”. L’attuale situazione non è proficua per nessuno; alcune attività manifestavano l’evidente stato di crisi già in presenza del transito aperto. La chiusura deliberata dal commissario, repentina e senza una valida programmazione, ha prodotto, se vogliamo, risultati ancora più disastrosi.
Noi vediamo come unica soluzione l’inserimento del centro storico in un contesto più ampio: la CITTA’. Se funziona il centro storico funziona anche la città e viceversa.
Il Comune può sicuramente fare la sua parte puntando ad un maggior decoro urbano della città antica, un arredo urbano da completare (in alcune zone completamente mancante o vandalizzato!). Mancano panchine, cestini, indicazioni stradali per chiese e palazzi storici, e manca anche, molto, il verde! Troppo trascurato, poco presente e poco condiviso dai cittadini che devono diventare attori protagonisti del decoro urbano della città.
La nostra visione di centro storico non si basa solo sull’aspetto estetico; contestualmente sarebbe opportuno riempirlo di contenuti, semplificando la burocrazia per permettere la realizzazione di eventi da parte dei cittadini e delle associazioni (faremo dei modelli semplificati per i piccoli spettacoli).
Saremo propositivi e incentiveremo tutte quelle manifestazioni, piccole o grandi che siano, che abbiano come scopo la cultura da riportare per le strade come la presentazione di libri, spettacoli teatrali, musicali, artisti di strada; eventi realizzati in piazze e vicoli del centro, che solo così si animerebbero invogliando cittadini e turisti a frequentarlo.
A tal proposito è auspicabile una adeguata programmazione culturale: gli eventi della stagione estiva devono essere programmati in tempo, al massimo entro il mese di aprile per poter così effettuare un piano marketing e realizzare un’organizzazione seria, condivisa, mirata e che dia i suoi frutti.
La situazione attuale non è comunque accettabile; il traffico che prima defluiva all’interno del centro storico adesso si è riversato nella città rendendola congestionata. Per questo sarà necessario un piano traffico in grado di individuare nuovi parcheggi e invogliare i cittadini ad un minor uso degli autoveicoli, senza ledere la libertà di chi ha l’esigenza di spostarsi in auto.
L’Italia è il paese in Europa con più macchine per persona e Galatina ha dati impressionanti sulla presenza di auto sul territorio (poco meno di 18mila da dati PRA).
Il nostro piano traffico, basato sull’incentivazione di ulteriori isole pedonali all’interno del centro storico, sarà PARTECIPATO e CONDIVISO. Alla fine del percorso di partecipazione, lo renderemo pubblico e sarà votato da tutti i cittadini e commercianti prima della sua attuazione.
Anche i commercianti dovranno fare la loro parte; il centro storico di Galatina ha delle eccellenze artistiche riconosciute a livello Europeo: Santa Caterina D’Alessandria (Monumento Nazionale), la Chiesa dei Battenti, la Chiesetta di San Paolo, i palazzi e le dimore storiche; abbiamo un patrimonio di bellezze poco conosciute ed apprezzate anche dagli stessi Galatinesi; così come ci sono bellezze ed eccellenze artistiche. Anche i COMMERCIANTI DOVRANNO DIVENTARE DELLE ECCELLENZE!!!. Mi rivolgo ai commercianti: sono sicuro che quando rientrate a casa sapete benissimo come vorreste migliorare, come vorreste innovare, come vorreste il vostro negozio, come vorreste riscoprire la tradizione nell’innovazione.
Se l’amministrazione può dare una mano, troveremo il modo di dare una mano.
Pertanto sulla chiusura totale adottata ora dal commissario non prenderemo posizioni affrettate atte a strappare consensi, speculando sugli allarmismi, ma attenderemo i risultati di questa stagione estiva prima di fare valutazioni pro o contro una chiusura totale.
Abbiamo già un programma per il centro storico, come per tutto il resto. Lo renderemo pubblico in una presentazione ufficiale alla città. Secondo noi, i programmi non si possono scrivere e pensare a due mesi dalle elezioni, ma ci vuole tempo, studio. Stiamo studiando da tempo ed il nostro programma è già scritto, abbiamo già ben chiara la visione di città che vogliamo, UNA CITTA’ A 5 STELLE. Siamo fiduciosi che i cittadini, questa volta, abbiano voglia e desiderio di cambiamento, quello vero. E NOI CI SIAMO.

Paolo Pulli
Candidato Sindaco per il Movimento 5 Stelle in attesa di certificazione

 

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